L'autodidatta che plasma il legno con le mani e l’anima: “Il mio tributo a Gigi Riva e gli aneddoti che mi raccontò”

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L’ammirazione per un campione come Gigi Riva (recentemente scomparso) e la passione innata per la scultura hanno condotto Daniele Pinna, 54 anni, di Cagliari ma residente a Sestu, a prendere in mano un ciocco di legno e trasformarlo nella raffigurazione dell’indimenticabile icona del Cagliari, della Sardegna, della Nazionale e del calcio mondiale. Ne è venuta fuori una statua che rappresenta un atto d’amore verso un uomo, le attese, le rivincite e i sentimenti popolari da lui incarnati.

Abbiamo voluto intervistare questo scultore autodidatta, capace di destare molta curiosità nell'ambiente isolano, per chiedergli cosa l’ha indotto a realizzare la sua opera, cosa ha rappresentato l’attaccante rossoblù e quali ricordi desta in lui, visto che ha avuto modo di conoscerlo di persona.

Pinna ci ha rivelato dei succosi aneddoti che aiutano a comprendere chi era davvero il goleador che diede un’incredibile gioia ai sardi, e non solo, negli anni ’70. Ad apprezzarne ancora di più le doti di calciatore ma anche di uomo. A capire come, più che un fatto sportivo, Riva sia diventato un fenomeno sociale, culturale e di popolo.
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